Domino’s è arrivato in Italia nel 2015 ed è sparito sette anni dopo. Ho ordinato i prodotti più iconici del menu per capire se la bocciatura fosse davvero meritata.
La nuova serie comincia da Domino’s
Questo articolo fa parte di Provo le catene food che in Italia non esistono, la serie in cui giro il mondo assaggiando i prodotti simbolo e le proposte più assurde delle catene che da noi non ci sono — o non ci sono più. Ogni episodio termina con un verdetto netto: promossa, bocciata oppure da riportare in Italia.
Domino’s è il punto di partenza perfetto perché rappresenta un caso particolare: non è una catena mai arrivata da noi. Ha aperto il primo punto vendita italiano nel 2015 e ha lasciato il mercato nel 2022, quando hanno chiuso gli ultimi locali del franchise. La domanda dell’episodio 1 è quindi inevitabile: era una bocciatura meritata oppure l’Italia non era pronta per separare la pizza americana da quella napoletana?
Tony Pepperoni: il classico da cui partire
La prima pizza è la Tony Pepperoni, con salame piccante, provolone e cornicione croccante. È la fotografia più immediata della pizza americana: superficie carica, gusto diretto e una base bella crispy. L’ho mangiata decine di volte negli Stati Uniti e il primo assaggio mi ha riportato esattamente lì.
Non cerca la leggerezza o la struttura di una pizza napoletana, perché appartiene a un’altra categoria. Valutata per quello che vuole essere, per me funziona alla grande: saporita, croccante e tremendamente americana. Già dalla prima pizza il verdetto cominciava a prendere una direzione precisa.
Hot Cheddar e Cheesy Garlic Bread: gli antipasti obbligatori
Prima di passare alle pizze più esagerate abbiamo provato gli Hot Cheddar, bocconcini al formaggio che fanno esattamente quello che promettono: croccanti fuori e molto golosi dentro. Ma l’antipasto che considero davvero obbligatorio da Domino’s è il Cheesy Garlic Bread.
È pane all’aglio ricoperto di formaggio, una preparazione semplice che in un menu del genere diventa il passaggio perfetto fra snack e pizza. Se venite da Domino’s, questo è il prodotto che ordinerei senza pensarci: profumo d’aglio, formaggio e nessuna pretesa di essere moderato.
Texas BBQ Chicken pucciata nel cheddar
La Texas BBQ Chicken porta l’americanata a un altro livello: salsa barbecue, pollo e cornicione ripieno di mozzarella. Il contrasto è tutto giocato fra dolcezza affumicata della salsa, sapidità del pollo e formaggio nel bordo. Ma per provarla davvero come si deve mancava ancora qualcosa.
L’ho pucciata nella salsa al cheddar. Non era necessario, ed è proprio questo il punto: questa serie nasce anche per provare le cose che soltanto una catena americana potrebbe immaginare. Il risultato è esagerato, pesante e tremendamente godurioso. Chiedetemi se ero felice.
Sei formaggi, cornicione al caprino e Thin Crust
La pizza ai sei formaggi alza ancora il livello, soprattutto con il cornicione ripieno di formaggio di capra. Nel menu del mercato provato, ogni pizza può cambiare completamente carattere scegliendo impasto e bordo: qui il profumo del formaggio arrivava ancora prima dell’assaggio e il ripieno al caprino dava al cornicione un gusto molto più deciso della classica mozzarella.
All’estremo opposto c’è il Thin Crust, un impasto sottilissimo e croccante al quale non davo due lire. È stata una delle sorprese della prova: meno scenografico dei cornicioni ripieni, ma piacevole e abbastanza leggero da cambiare ritmo fra una pizza e l’altra. Non è quello che ordinerei come prima scelta, ma lo riprenderei.
Hawaiian al cheddar e Brownkie finale
Non poteva mancare la Hawaiian, con ananas e cornicione ripieno di cheddar. È la pizza che divide qualsiasi tavolo e anche quella che racconta meglio lo spirito del format: non siamo qui per stabilire cosa possa entrare nel disciplinare della pizza italiana, ma per capire se un prodotto americano funziona nel suo mondo. Per me sì.
Abbiamo concluso con il Brownkie, un brownie trasformato in un grande cookie caldo e super cioccolatoso. È il dolce giusto per chiudere una cena costruita sull’eccesso: superficie da cookie, cuore morbido e la sensazione che soltanto gli americani potessero immaginare di finire così dopo tutte quelle pizze.
Verdetto e prossima catena
Domino’s è mega approvato e lo rivorrei in Italia. Non è pizza napoletana e non vuole esserlo: è un prodotto diverso, americano, croccante, carico e tremendamente godurioso. Il suo fallimento italiano non cambia il giudizio su quello che ho assaggiato in questo episodio.
Questo primo episodio inaugura una serie dedicata alle catene food che in Italia non esistono: le prossime tappe continueranno a mettere alla prova i menu più iconici e assurdi in giro per il mondo.



