NAPOLI · PIZZA FRITTA

MASARDONA NAPOLI:LA PIZZA FRITTA«A OGGE A OTTO»

A Napoli ho visto preparare e friggere la pizza di Masardona, poi ho assaggiato la versione con ricotta, cicoli e provola: bollente e bella farcita.

Masardona Napoli: la pizza fritta «a ogge a otto»

La pizza si gonfia nell’olio davanti a me; arriva ancora bollente, piena di ricotta, cicoli e provola. La sua storia comincia molto prima del morso.

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Che cosa significava «a ogge a otto»

A Napoli la pizza fritta si poteva comprare «a ogge a otto»: la mangiavi quel giorno e saldavi il conto otto giorni dopo. Non era una promozione, ma una vendita a credito che permetteva di sfamarsi anche quando i soldi non c’erano subito. La Soprintendenza di Napoli documenta questa formula nella storia della pizza fritta, diventata uno dei cibi di strada più riconoscibili della città.

Nel secondo dopoguerra, quando ingredienti e forni erano difficili da trovare, friggere l’impasto in un tegame offriva un’altra strada. Molte donne preparavano e vendevano le pizze fuori casa. Ricotta, provola e cicoli appartengono a quel repertorio di ripieni semplici e sostanziosi: la ricetta racconta una necessità, non soltanto una voglia di fritto.

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La storia di Anna Manfredi e della Masardona

La storia della Masardona comincia nel 1945 con Anna Manfredi, conosciuta proprio come «’a Masardona». Il locale racconta che da lei la lavorazione della pizza fritta è passata alle generazioni successive della famiglia. È il motivo per cui sono venuto qui a provare questa specialità, non la prova che Anna abbia inventato la pizza fritta o la formula «a ogge a otto».

Oggi Masardona ha più sedi. Nel video sono nella sede di piazza Vittoria, non in quella di Case Nuove legata alle origini del locale. Tenerle distinte è utile anche per organizzare la visita: il nome è lo stesso, ma l’indirizzo da salvare per l’assaggio che racconto è piazza Vittoria 5.

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Dall’impasto all’olio bollente

Vedere come preparano la pizza è già parte dell’esperienza. Stendono l’impasto, mettono il ripieno al centro, lo richiudono e lo immergono nell’olio caldo. In cottura la pizza si gonfia: è quel passaggio che nel video mi fa fermare a guardare prima ancora di pensare all’assaggio.

La chiusura non è solo un gesto scenografico: i bordi devono trattenere il ripieno durante la frittura. La Soprintendenza descrive proprio la mezzaluna sigillata come forma tradizionale della pizza fritta ripiena. Quando esce dall’olio, conviene darle un momento prima del primo morso: dentro è davvero bollente.

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L’assaggio con ricotta, cicoli e provola

Noi siamo andati sul classico: ricotta, cicoli e provola. La pizza che ho provato era bella farcita e arrivava caldissima. Il ripieno non si perdeva dentro l’impasto, ed è proprio questo che cercavo in una pizza fritta: un morso pieno, non solo una bella crosta gonfia. Per me è stata buonissima.

Il menu ufficiale di piazza Vittoria propone più pizze fritte con questi ingredienti, con o senza pomodoro. Dal reel non si capisce con certezza quale voce precisa del menu fosse la nostra, quindi non le attribuisco un nome o un prezzo. Una cosa, però, è certa: a differenza dei clienti di un tempo, noi l’abbiamo pagata subito.

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Dove provarla e cosa sapere prima di andare

La sede raccontata nel video è Masardona in piazza Vittoria 5, a Napoli. Se volete ripetere l’assaggio, chiedete una pizza fritta con ricotta, cicoli e provola e controllate sul menu ufficiale la farcitura disponibile al momento. Le proposte e i prezzi possono cambiare, quindi non prenderei il reel come listino aggiornato.

La prenderei appena fatta, aspettando solo quanto basta per non scottarmi. Se vi interessa anche la storia del locale, ricordate che Masardona indica sul proprio sito sia la sede di piazza Vittoria sia quella di Case Nuove: scegliete l’indirizzo giusto prima di partire. Il video mostra preparazione e assaggio, dalla chiusura dell’impasto al primo morso.