La forma colpisce per prima, ma una creazione così funziona soltanto se gusto e consistenze sono curati quanto l’estetica.
Cinque frutti che sembrano veri
Da Marlà ho trovato fico, cabossa di cacao, mango, arachide e pistacchio riprodotti con un livello di dettaglio che rende quasi difficile iniziare a mangiarli. È il tipo di vetrina che attira prima con gli occhi e poi costringe alla prova.
L’estetica non basta
Con la frutta realistica il rischio è che tutta l’attenzione finisca sulla forma. Qui, invece, anche l’interno e il gusto sostengono ciò che si vede fuori: ogni pezzo conserva una propria identità e non sembra soltanto una variazione dello stesso dolce.
Il confronto con Milano
Ne ho provate diverse in città e, al momento, quelle di Marlà sono le mie preferite. È un giudizio che nasce dall’insieme tra precisione estetica, qualità e riconoscibilità dei gusti, non soltanto dall’effetto della prima fotografia.



