La fetta è alta e soffice, ma il primo dettaglio da cercare è sul bordo: lì il formaggio forma la crosticina che distingue davvero questo stile.
Il debutto di Fat Slice al Lambrateland
Fat Slice è il nuovo progetto di Mocho dedicato all’American style pizza. Sono venuto al Lambrateland, la festa per i trent’anni del Birrificio Lambrate, per assistere all’esordio del food truck e provare le prime due ricette servite al pubblico. Dopo Meat Crew, qui l’idea riparte ancora una volta da un mezzo su ruote, ma questa volta al centro non ci sono i burger: c’è la pizza di Detroit.
Quella del 12 settembre 2026 è stata un’anteprima, non l’apertura di un locale permanente in via Rubattino. Il profilo ufficiale di Fat Slice indica che la sede fisica è in arrivo, senza pubblicare ancora un indirizzo definitivo. Questa prova racconta quindi il debutto al Lambrateland, negli spazi di Rubattino56, e le due pizze preparate per l’occasione.
Com’è fatta la Detroit style pizza
La Detroit style è una pizza rettangolare, alta e soffice, cotta in una teglia dalle pareti dritte. Il formaggio arriva fino ai bordi e, durante la cottura, si scioglie a contatto con il metallo formando una cornice scura, croccante e caramellata. È il dettaglio che la rende riconoscibile ancora prima del morso e che dà più carattere soprattutto agli angoli.
La fetta di Fat Slice mantiene una struttura piena senza diventare pesante: la base resta ariosa, mentre sotto e lungo il bordo arriva la parte più croccante. Avevo già assaggiato la Detroit style in passato e il primo controllo era proprio questo. Già dalla crosticina ci siamo; al morso è arrivata la conferma che Mocho ha centrato il formato.
Original: pomodoro, mozzarella e parmigiano
La Original è la versione più diretta del menu di debutto: pomodoro, mozzarella e una spolverata abbondante di parmigiano. Senza ingredienti che coprano la base, è la fetta giusta per capire impasto, cottura e rapporto fra parte soffice e bordo croccante. Il pomodoro resta in primo piano e la spolverata finale completa il trancio senza nascondere la struttura dell’impasto.
Qui non serve complicare la ricetta. La fetta è spessa, ma il contrasto fra interno morbido e crosta formaggiosa evita l’effetto focaccia uniforme. Il parmigiano aggiunge sapidità e rende subito leggibile il carattere della pizza. Se non avete mai provato una Detroit style, partirei dalla Original per assaggiare il formato senza distrazioni.
Pepperhoney: pepperoni, miele piccante e basilico
La seconda ricetta si chiama Pepperhoney ed è quella che rappresenta meglio l’anima americana di Fat Slice. Sopra la mozzarella arrivano pepperoni, il classico salamino piccante statunitense, Mocho’s Hot Honey, parmigiano e basilico fresco. La base resta la stessa, ma il profilo cambia completamente appena entra in gioco il miele piccante.
Prima arriva la parte dolce, poi il piccante del pepperoni e dell’hot honey ripulisce il morso e invita a tornare subito sulla fetta. È una combinazione più intensa e meno rassicurante della Original, costruita proprio sul contrasto. Qui il verdetto è semplice: la Pepperhoney spacca ed è la pizza che ordinerei per prima alla prossima occasione.
Il verdetto e dove provare Fat Slice
La prima prova di Fat Slice è approvata. La Original dimostra che impasto, cottura e crosticina funzionano già senza effetti speciali; la Pepperhoney aggiunge una firma più riconoscibile e racconta meglio il progetto. Mocho non ne sbaglia una e, quando aprirà il locale fisico, sarò il primo in fila per capire come crescerà il menu oltre queste due ricette.
Per ora non c’è un indirizzo stabile da indicare per Fat Slice. L’assaggio del video si è svolto al Lambrateland, in via Raffaele Rubattino 56 a Milano, ma il food truck può comparire in eventi diversi e la futura sede è ancora annunciata come “opening soon”. Prima di partire conviene quindi controllare il profilo ufficiale di Fat Slice per date, posizione e apertura aggiornate.



